
Sarah Arosio è una donna dalle mille sfumature. All’interno di Midarte è un tassello fondamentale che spazia con le sue competenze dalla progettazione degli arredi curvi all’amministrazione. Per lei non ci sono stati dubbi quando ha finito gli studi. Raccogliere l’eredità lavorativa della famiglia Arosio è sempre stata la sua strada.
L’importanza delle aziende familiari in Italia
Sarah, raccontaci qualcosa di te. Figlia d’arte hai deciso di seguire le orme della stirpe Arosio.
Quando mi sono diplomata potevo scegliere tra l’università o proseguire l’attività dei miei genitori. Se fosse stata un’attività dove l’aspetto artistico e creativo non fosse stato così preponderante, così diverso e speciale, come nel caso di mobili curvi dal design innovativo, probabilmente avrei frequentato l’Università. Ma il rapporto con il cliente, la creazione del suo ambiente di vita, la voglia di creare mi hanno portato a scegliere di entrare nell’azienda di famiglia.
L’azienda di famiglia prosegue da generazioni e non volevo abbandonarla. Noi italiani abbiamo una capacità creativa e artistica unica e chi ha una storicità di famiglia come la nostra non dovrebbe abbandonarla.
Com’è lavorare nell’azienda di famiglia? Per molti è difficile. Qual è il tuo ruolo in azienda?
Come direbbe chiunque lavori in un’azienda di famiglia ci sono i pro e i contro. Da una parte c’è il fatto che… non le mandi a dire. Le discussioni ci sono sempre. Ma sono anche costruttive. Se si è uniti anche le discussioni più accese portano ad un ottimo risultato. Lo vedo soprattutto quando c’è da inventare qualcosa di nuovo. Sono settimane di litigate furiose e confronti positivi. Poi se la famiglia è unita, e da questo si vede se lo è davvero, non ci si lascia alla prima difficoltà, come in un matrimonio.
Creare spazi di vita funzionali, questo è l’obiettivo
La passione è il motore che muove Midarte. Questa passione ti permette di accontentare tutti con soddisfazione o devi scendere a compromessi?
Io non sono mai scesa a compromessi. Chi fa un lavoro prettamente artistico ovviamente crea senza dar conto a nessuno. Il mio ruolo di creativa però è anche commerciale. Lavoro per migliorare la situazione abitativa dei miei clienti. Quindi non scendo a compromessi con un cliente, ma lo guido ascoltando le sue esigenze, capendo cosa serve, e insieme arrivando alla finalità che è la sua. Si arriva sempre ad una soluzione che è l’insieme dei due confronti, in modo costruttivo. La casa è del cliente e io ho il compito di ottimizzarla secondo i suoi gusti e i suoi desideri, ma con la mia creatività.
Una donna in un campo molto maschile. Oppure no? Dicci la tua su questo lavoro dal punto di vista di una donna, l’unica della famiglia che ha scelto questa strada. Qual è il valore aggiunto che da una donna in questo settore?
È un lavoro maschile solo in parte. Ci sono molte donne designer. Certo vivono in un ambiente molto maschile, ma siamo in genere ben integrate. L’unica cosa antipatica è che io posso seguire solo l’aspetto commerciale. Sono un po’ factotum in ufficio e negozio. Faccio progetti e poi mi occupo dell’amministrazione, che si sa, le donne seguono sempre meglio. L’unica cosa che mi manca davvero è che mentre i ragazzi possono andare in fabbrica, fare dei lavori anche manuali, metterci mano, insomma, io non ho il tempo e il modo di farlo ed è una parte che mi mancherà sempre, ma perché sono piuttosto perfezionista sul lavoro.
Qual è il progetto più bello, appassionante e soddisfacente a cui hai lavorato?
La cosa che mi stimola di più sono le creazioni di progetti nuovi per le fiere perché ci mettiamo tutti a confronto, anche se spesso è difficile. Ad esempio l’ultima fiera di artigiani in fiera 2016 ha avuto un risultato fantastico, con la presentazione delle novità come la cucina Snake e il soggiorno Solt .
Quando uno stilista crea un modello quella della progettazione è la fase più bella, pur seguendo una logica di mercato. Ciò che proponiamo in fiera è sempre il risultato delle nostre menti insieme, ognuno dice la sua, un pool di professionisti che con fatica e fantasia partoriamo questi nuovi progetti. È davvero molto molto bello.











