camera Double grigia

Quando si parla di stile minimal nell’interior design il pensiero corre subito a linee dritte, nette, ad angoli e spigoli e ad assoluta essenzialità. Allo stesso tempo la natura del nostro stesso cervello, quando parliamo di forme semplici e delicate, ci porta a linee curve e morbide. Come riunire queste due anime, apparentemente contrastanti?

Il minimalismo nell’interior design oggi

“Less is more”, raramente tre semplici parole hanno saputo racchiudere un universo di pensiero. Essenza, purezza delle forme, semplicità che comunicano sensazioni di armonia, tranquillità, pulizia. Semplicità peraltro solo apparente perché frutto di uno studio assolutamente preciso dei dettagli e un’armonizzazione degli elementi tanto piacevole quanto non scontata.

Lo stile minimal nasce negli anni ’60, ma ha la sue più profonde origini a Vienna, nelle parole scritte nel 1908 da Adolf Loos: “ L’assenza di ornamento è una prova di forza spirituale”. Negli anni ’60 il minimalismo diventa una forma di protesta verso il mondo consumistico, il materialismo estremo e l’esaltazione dell’esteriorità. Il minimalismo spoglia ogni progetto di fronzoli e orpelli, ritrova autenticità e originalità.

Questo stile però è uno dei più complessi e difficili da realizzare nel suo spirito più autentico. Oggi è una moda, replicata in ogni ambiente in maniera automatica e a volte senz’anima. Simbolo, nuovamente solo esteriore, di estremo lusso e di design di alto livello. Non è sufficiente vuotare un ambiente di tutto ciò che si ritiene superfluo, se non si raggiunge il massimo dell’equilibrio e questo è possibile solamente attraverso una grande esperienza e capacità progettuale.

Nell’arredamento moderno il minimalismo si esprime con forme pulite, un taglio netto (ma non necessariamente dritto!) e sobrio.

Le pareti sono lineari o materiche ma tendenzialmente monocromatiche. I pavimenti, indipendentemente dal materiale utilizzato, dovrebbero essere privi di ornamenti grafici, solo un tappeto può diventare il centro focale della stanza creando uno stacco di colore intenso.

La tinta principale deve essere neutra e solo un colore secondario più sgargiante può far emergere mobili o accessori.

L’illuminazione deve esaltare la pulizia dello spazio e abbracciare i volumi. Attorno agli oggetti e ai segni grafici la mente dell’osservatore deve riuscire a cogliere il tutto in maniera semplice e questo avviene attraverso l’esaltazione del vuoto, che oggi è il vero e ultimo simbolo dello status sociale, di un’opulenza essenziale e discreta, quasi zen.

Tutto il superfluo deve essere eliminato, nascosto, porte a scomparsa o a sfioro separano discretamente gli spazi privati da quelli di accoglienza degli ospiti.

“L’evoluzione della civiltà è sinonimo dell’eliminazione dell’ornamento dall’oggetto d’uso”

(Adolf Loos).

Il minimalismo dei progetti contemporanei Midarte

Quando alla semplicità essenziale accompagnamo la propensione naturale alla serenità delle curve raggiungiamo il massimo in termini di design. La nostra percezione non si trova più a dover accettare angoli, spigoli e punte, inconsciamente vissuti come minacciosi. Lo stesso Feng Shui, l’antica arte geomantica cinese, supporta la tesi secondo la quale, se da una parte forme rettangolari e quadrate ispirano un concetto di regolarità e ordine, sono anche fonte di monotonia e eccessiva serietà.

Cercando di fondere la regolarità e la pulizia minimalista con la sinuosità ancestrale Midarte ha creato una linea moderna, contemporanea che trascende i trend del momento (e assolutamente momentanei), per esplorare un minimalismo postmoderno, elegante eppure accogliente, sobrio ma molto personale e caldo.

Se le proposte minimal vi sembrano tutte uguali, non avete ancora trovato una proposta minimal che sappia sedurvi.

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