Midarte è un’azienda di famiglia che da quattro generazioni si occupa di architetture d’interni, lavorazione del legno, arredi curvi, su misura, pensati sulle tue esigenze. Marco, uno dei tre fratelli titolari dell’azienda ci racconta qualcosa di sè, del suo lavoro, della sua passione. Scopriamo uno dei protagonisti del mondo dei mobili curvi.
Un’azienda di famiglia, una passione di famiglia per i mobili curvi
Marco, raccontaci qualcosa di te. Figlio d’arte hai deciso di seguire le orme della stirpe Arosio.
Sono Marco Arosio e insieme ai miei fratelli, Davide e Sarah, siamo i titolari di Midarte, un’azienda che si occupa di architettura di interni e arredamenti, progettiamo e realizziamo per i nostri clienti tutte le nostre creazioni.
Facciamo parte della quarta generazione che si occupa del legno e delle sue lavorazioni. È singolare che tutti e 3 lavoriamo nella stessa azienda, perché mai nessuno ci ha detto di farlo. Non ci è stato imposto dal papà, perché lui sa bene che il nostro è un lavoro che devi sentire, devi farlo con passione, non è un lavoro come un altro, per come lo intendiamo noi.
Ci siamo ritrovati in azienda perché sentivamo di avere qualcosa da dire anche noi. Il passaggio generazionale non è stato nè obbligato nè consigliato, forse è vero il contrario. Ci ha lasciato carta bianca e abbiamo raccolto questo testimone e questa sfida.
Com’è lavorare nell’azienda di famiglia? Per molti è difficile. Qual è il tuo ruolo specifico in azienda?
Lavorare nell’azienda di famiglia è bellissimo, perché fai le cose come senti, dai una tua impostazione, non sei un numero. In particolare la nostra azienda rientra tra le piccole/medie imprese, strutturata quindi, ma in cui i ruoli dei titolari non sono così distinti, anche se ognuno di noi ha le proprie attitudini.
Noi gestiamo clienti privati e vogliamo che il cliente sia seguito dall’inizio alla fine del progetto. Ognuno di noi fratelli segue i progetti in modo autonomo, ognuno ha i propri clienti e li segue come meglio crede.
Per molti non è semplice lavorare con i propri fratelli, con teste e mentalità differenti. In realtà se superi l’impasse iniziale della divisione dei ruoli e riesci a collaborare in modo costruttivo, riesci a tirare fuori il meglio di te, perché gestire un’azienda significa risolvere problematiche diverse e gestire diverse cose con approcci differenti.
Noi siamo in tre e questo significa dividersi il lavoro, darsi una mano e non essere da soli e questo ci da forza, aiuta a superare le difficoltà.
Il confronto a volte diventa anche scontro, com’è normale e sano, ma dal confronto, più o meno acceso, escono sempre delle buone cose.

Attenzione per i clienti e scelte accurate
Quando descrivi gli arredi curvi che progettate la passione si sente, e l’attenzione ai dettagli e alle necessità dei clienti. Questa passione ti permette di accontentare tutti con soddisfazione o devi scendere a compromessi?
A volte la quantità di impegno e di lavoro che si mette in questo lavoro non può essere misurato in termini economici. È la passione che ti spinge a fare le cose fate bene. Passione significa mettere la nostra idea, il nostro gusto, la nostra anima in ciò che creiamo. Per questo sappiamo che i prodotti Midarte non sono per tutti. Il nostro stile architettonico può non essere gradito a tutti, il nostro prodotto o piace o non piace.
Il compromesso va sempre trovato con il cliente, accogliamo i desideri dei clienti e cerchiamo di esaudirli al cento per cento, trovando a volte dei compromessi a livello tecnico. Ma l’etica ci porta a guidarlo verso la scelta più giusta.
Non diciamo sempre sì, consigliamo per trovare la strada giusta verso un risultato bello, funzionale e di classe. Meglio investire tempo e fatica nel far capire che a volte ciò che viene richiesto non è la strada giusta. Motivo per cui il nostro stile, dal punto di vista architettonico, difficilmente può essere modificato radicalmente. Manteniamo il nostro stile, sempre.
Se ci viene fatta una richiesta che non possiamo accontentare, perché non rientra nel nostro stile o perché un nostro concorrente saprebbe fare meglio di noi, ad esempio un mobile squadrato, preferiamo consigliare di sentire altri pareri, per non offrire un prodotto ibrido e magari non riuscito perfettamente come vorremmo.
Qual è il progetto più bello, appassionante e soddisfacente a cui hai lavorato?
Non credo ci sia un progetto a cui sono più legato, perché ogni volta che inventi qualcosa di nuovo è una nuova creatura. Parti sempre da zero, ti dai degli obiettivi e cerchi di raggiungerli.
Quello che proponiamo è frutto di una ricerca continua. Ogni volta che proponiamo nuovi materiali o nuovi abbinamenti cromatici, facciamo delle prove, ci imponiamo degli obiettivi e una volta ottenuti fanno parte della nostra esperienza, che poi proponiamo ai nostri clienti, sicuri di ciò che facciamo. Offriamo una soluzione di base con le nostre conoscenze e poi modifichiamo secondo le esigenze del singolo cliente.
I progetti più complicati sono quelli che ti danno più soddisfazione. Alcuni mesi fa abbiamo studia la cucina Snake e soggiorno Solt, ci siamo scontrati con problematiche tecniche che non conoscevamo bene, nuovi e diversi materiali, e abbinamenti ed effetti a cui non avevamo mai pensato. La ricerca è stata lunga ma il risultato ci ha ripagato ampiamente. Forse questo è il progetto più appassionante.
Ora stiamo facendo altri progetti e ogni volta la sfida si ripresenta. Quando poi hai concluso il tuo progetto ti sembra sempre di aver raggiunto il tuo limite. E poi lo superi di nuovo. È vero anche che ci sono sempre prodotti che sono più affini al tuo modo di essere e quindi li senti più tuoi, ma non per questo ti appassionano di più. Anzi, spesso le sfide più belle da risolvere sono quelle che ci somigliano meno.










